Un isolano all'Isola. E che importa se pare un bisticcio di parole. Per il sardo Flavio Currelli è come un viaggio: trovi i compagni giusti e parti.
E' successo anche qui, nel ristorante "PrimoPosto", sotto le volte di un'antica liuteria e di un vecchio laboratorio di pianoforti, dentro una fetta di Milano operaia che la vita ha trasformato in un bastione per irriducibili bohemien.
Poche insegne, luci che duettano con la penombra, pareti che mettono a nudo travature lignee, mattoni a vista. E un'aria discretamente elegante, senza il minimalismo modaiolo, ma nemmeno il troppo pieno di certe locande tradizionali. E siccome il menù è un palinsesto, c'è solo il dilemma di scegliere fra prelibatezze della cucina sarda rivisitata come i taglierini ricci con la bottarga, il pacchero con ventresca di tonno, il tonno in crosta di pistacchi, o il trancio di ricciola in guazzetto.
Idea geniale, nata da un incontro di Flavio con le persone a lui care: con Alessandro Covacic, con Antonio Padula e con Rosarita, compagna di vita e di sogni.
Ai fornelli, Kevin Mayer. E in sala, la democrazia dei ristoranti per tutti, dove capita di incontrare creativi e pubblicitari ma anche commessi o giovani coppie in cerca di un ambiente informale che ricordi i bouchons di Lione e certe osterie di Barcellona.
I prezzi non volano: ed è un'ottima notizia.